«Aspirina» come termine generico
A volte un marchio diventa vittima del proprio successo: se il nome diventa la parola corrente per il prodotto, minaccia la perdita della protezione – è la volgarizzazione.
Di cosa si trattava?
«Aspirin» è in origine un marchio di Bayer per l'acido acetilsalicilico. In alcuni Paesi il nome è però diventato il sinonimo corrente di compressa antidolorifica – con conseguenze per la protezione del marchio.
Negli Stati Uniti «aspirin» è stato qualificato come termine generico già nel 1921 con una sentenza, cadendo così nel pubblico dominio. In Germania, Svizzera e molti altri Paesi Bayer ha invece potuto difendere il marchio – lì solo l'originale può chiamarsi «Aspirin».
Protezione diversa secondo il Paese
Generico negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Francia – sempre marchio protetto in Germania e Svizzera. Lo stesso nome, una protezione ben diversa.
Cosa ne trae
La leadership di mercato può diventare una trappola: se il nome del marchio diventa colloquialmente il nome del prodotto, la protezione si diluisce. I titolari reagiscono attivamente – ad esempio segnalando sempre il nome come marchio e agendo contro l'uso generico.
Ciò presuppone di notare le evoluzioni e i depositi problematici – quindi di sorvegliare.
Fonti
Sentenza statunitense Bayer Co. v. United Drug Co. (1921); storia del marchio documentata in particolare dal DPMA e nella letteratura specializzata.
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Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale.
