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Know-how sui marchi · Caso di studio

«zero» contro «Xxero»

Un caso esemplare sulla somiglianza fonetica: due marchi di cosmetici scritti in modo del tutto diverso – eppure giudicati confondibili, perché suonano quasi uguali.

Di cosa si trattava?

Nella procedura di opposizione si contrapponevano il marchio «zero» e il marchio più recente «Xxero Luxury Cosmetics», entrambi nel settore della cura del corpo e della profumeria (classe di Nizza 3). All'orale, «tséro» e «kséro» sono foneticamente molto vicini.

Il Tribunale federale dei brevetti tedesco (BPatG) doveva valutare se questa vicinanza fonetica fondasse un rischio di confusione nonostante la grafia inusuale.

La coppia di segni

Scritte diversamente, pronunciate in modo simile

Il risultato

Rischio di confusione ammesso

Il BPatG ha giudicato i segni altamente simili all'orale per prodotti identici – la grafia diversa non cambiava nulla nell'impressione uditiva.

Cosa ne trae

Molte persone incontrano i marchi dapprima in conversazione, al telefono o nella pubblicità – quindi attraverso il suono. Una grafia «creativa» con lettere inusuali non protegge dunque dalla confusione fonetica.

Chi cerca solo marchi scritti esattamente uguali manca proprio tali casi. La vicinanza fonetica si individua solo con un'analisi che confronta l'impressione uditiva.

Fonti

Tribunale federale dei brevetti (DE), decisione del 21 aprile 2009, rif. 24 W (pat) 37/08; documentato in particolare da markenmagazin:recht.

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Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale.